COMUNITA’ MONTANA



“MOLISE CENTRALE”

     

 Programma Forestale Triennale

 2002/2004  

   

Veduta parziale del complesso boscato di Monte Vairano

“Forestazione e valorizzazione ambientale dei territori

dei Comuni Membri"

 

             

 

PRESENTAZIONE …………………………………………………………………

4

SEZIONE I: QUADRO DESCRITTIVO DEL SETTORE ……………………..

6

Capitolo 1: AMBIENTE FISICO ED ASPETTI VEGETAZIONALI ……………...

7

1.1 Geografia ………………………………………………………………………..

7

1.2 Geologia e geomorfologia ………………………………………………………

9

1.3 Idrografia e pedologia …………………………………………………………...

11

1.4  Sismicità geologica e frane ……………………………………………………...

16

1.5  Clima e fitoclima ………………………………………………………………..

20

1.6  Vegetazione potenziale ………………………………………………………….

24

Capitolo 2: STATO DEL SETTORE FORESTALE ………………………………..

28

2.1 Patrimonio forestale della regione ………………………………………………

28

2.2 Patrimonio forestale della Comunità Montana ed uso del suolo ………………..

32

2.3 Motivi d’instabilità ed avversità del bosco ……………………………………...

40

2.4 Boschi d’origine naturale ………………………………………………………..

44

2.5 Boschi d’origine artificiale ……………………………………………………...

46

2.6 Interventi selvicolturali realizzati ……………………………………………….

48

SEZIONE II: GLI OBIETTIVI E GLI STRUMENTI DEL PROGRAMMA

51

Capitolo 1: TUTELA E MIGLIORAMENTO DEL PATRIMONIO FORESTALE ESISTENTE ………………………………………………………………………...

52

1.1 Gli obiettivi del programma forestale e gli indirizzi per gli interventi forestali ...

52

1.2 I provvedimenti ………………………………………………………………….

58

1.3 Trattamento del bosco ceduo ……………………………………………………

63

1.4 Conversione dei cedui in fustaia ………………………………………………...

66

1.5 Trattamento dei rimboschimenti di conifere …………………………………….

71

1.6 Espansione della superficie boscata ……………………………………………..

73

   1.6.1 La funzione bioecologica ……………………………………………………

74

   1.6.2 Imboschimenti con finalità prevalentemente protettive …………………….

75

   1.6.3 Imboschimenti con finalità prevalentemente produttive ……………………

76

   1.6.4 Imboschimenti con finalità prevalentemente ricreative ……………………..

77

   1.7 Monitoraggio e difesa fitosanitaria ……………………………………………

79

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.8 Diversificazione delle strutture forestali ………………………………………... 

80

1.9 Prevenzione incendi ……………………………………………………………..

82

1.10 Incentivazione dell’attività vivaistica ………………………………………….

84

1.11 Integrazione dell’attività forestale con la domanda di prodotti legnosi ……….

87

1.12 Offerta dei servizi turistico-ricreativi e culturali ………………………………

89

1.13 Educazione, informazione e comunicazione …………………………………..

92

1.14 Attuazione degli interventi …………………………………………………….

93

Capitolo 2: QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO ………………………..

94

2.1 La politica forestale mondiale …………………………………………………..

94

2.2 La politica forestale comunitaria ………………………………………………..

98

2.3 La politica forestale nazionale …………………………………………………..

101

2.4 La politica forestale regionale …………………………………………………..

105

Capitolo 3: LE FONTI FINANZIARIE …………………………………………….

107

3.1 Le risorse finanziarie ……………………………………………………………

107

3.2 Quadro previsionale di spesa ……………………………………………………

109

BIBLIOGRAFIA ……………………………………………………………………

116

ALLEGATI ………………………………………………………………………….

118

 

 

Presentazione

Il Programma Forestale Triennale (2002 – 2004) nasce dalla volontà dell’amministrazione comunitaria di dare un segnale di svolta nella programmazione delle attività forestali, in quanto rappresentano per l’Ente gestore un’importante risorsa gestionale, amministrativa , sociale ed economica.

  Le due principali funzioni che la Comunità Montana “Molise Centrale” è chiamata a svolgere, fin dalla sua istituzione sono:

   

  •       L’erogazione di servizi pubblici ai Comuni Membri;

  •       La promozione dello sviluppo territoriale.

 Con l’attività forestale realizzata dall’Ente, sono soddisfatte  le attese dei comuni in merito alla gestione dei boschi pubblici e alla valorizzazione del territorio mediante iniziative progettuali tese al miglioramento del patrimonio silvicolo.

L’esperienza maturata dall’ufficio forestale della Comunità Montana nel corso della sua attività, quasi triennale, comporta una nuova metodologia di programmazione settoriale che da una parte sia di supporto al piano socio economico attualmente in vigore e dall’altro colga i nuovi strumenti legislativi comunitari, nazionali e regionali.

In particolare l’attuazione dei Programmi Operativi Regionali 2000-2006, e nello specifico la Misura 1.6  Forestazione, rappresenterà per l’Ente il momento di rilancio e di sviluppo delle attività forestali con ricadute  sociali ed ambientali senz’altro positive.

  Il Programma si prefigge quindi, di definire e di orientare nel breve e medio periodo l’azione concreta della Comunità Montana nella filiera legno.   Le caratteristiche strutturali  del comparto forestale, quali i lenti ritmi di accrescimento e gli effetti di lungo periodo di molti interventi nel settore, suggeriscono l’opportunità di definire una strategia che, pur nella  flessibilità delle scelte che si andranno a maturare anno per anno, possa costituire un orientamento generale e di indirizzo per l’Ente gestore.

La scelta di una programmazione triennale, si basa sulla necessità dell’Ente di impostare una politica forestale sul territorio, legata agli indirizzi e agli obiettivi dell’azione regionale, alle aree comunali interessate, alle tipologie d’intervento, alle priorità fra le stesse, alle previsioni di spesa e, ai risultati attesi.  Solo attraverso una pianificazione integrata degli interventi da realizzare nell’ambito dei Comuni Membri, è possibile valorizzare  gli ambienti forestali degradati e quindi supportare un processo di crescita sociale ed economico che, si configura anche nel rafforzamento della residenzialità, in particolare quella giovanile.

L’obiettivo generale di riferimento del Programma Forestale, è quello di potenziare e valorizzare la “gestione attiva” delle risorse forestali da parte dell’Ente, facendo proprie le indicazioni suggerite in sede internazionale relative alla “Gestione Forestale Sostenibile”, dove la sostenibilità viene intesa nelle tre dimensioni della tutela ambientale, della valorizzazione economica  e della  ottimizzazione degli impatti sociali connessi allo sviluppo del settore.

Con la Gestione Forestale Sostenibile, il settore forestale potrà dare un contributo determinante alla crescita e al successivo rafforzamento e potenziamento dell’occupazione in aree rurali e alla stabilizzazione economica dei territori montani.  Tale obiettivo lo si potrà raggiungere in stretta sinergia con la Regione intervenendo con gli strumenti tradizionali dell’incentivazione e del sostegno pubblico.

  Difatti solo attraverso una politica d’investimenti nel settore è possibile l’utilizzo delle risorse boschive e quindi la possibilità di ottenere una gran varietà di prodotti e servizi.

  L’investimento forestale ha effetti multipli in termini di prodotto  - quali il legname per il consumo privato  o per il mercato,  prodotti non legnosi quali tartufi, piccoli frutti di bosco, piante officinali – e di  servizi,  tra i quali ricordiamo i servizi ambientali   di protezione,   di regolazione dei deflussi idrici e il servizio turistico – ricreativo.

    Campobasso, ottobre 2001     

                                                                                                               

SEZIONE I

QUADRO DESCRITTIVO DEL SETTORE

1. AMBIENTE FISICO ED ASPETTI VEGETAZIONALI

1.1  Geografia

La Comunità Montana Molise Centrale abbraccia i 17 comuni membri di Lucito, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Petrella Tifernina, Montagano, Pietracupa, Molise, Torella del Sannio, Castropignano, Ripalimosani, Oratino, Casalciprano, Busso, Campobasso, Baranello, Ferrazzano e Vinchiaturo. Si estende per Ha 39.664 nella zona centrale del Molise e il suo territorio è compreso in un range altitudinale che varia tra i 198 m s.l.m. dell’area più bassa del Comune di Castelbottaccio e i 997 m s.l.m. delle zone più alte dei Comuni di Busso e Baranello. Il dislivello altimetrico è pari, nella maggior parte dei casi, a 400-500 m s.l.m. e l’altitudine media si aggira intorno ai 685 m s.l.m. I dati evidenziano che si tratta di un territorio prevalentemente collinare in cui molta rilevanza hanno i pendii e i rilievi che, tuttavia, non sono mai molto elevati.

L’area è individuabile sui Fogli N° 405 (Campobasso), N° 406 (Riccia), N° 394 (Casacalenda) e N° 393 (Trivento) della Carta Topografica d’Italia in scala 1: 50000.

 

Fig. 1 Limiti amministrativi della Comunità Montana “Molise Centrale”

Tabella 1

Comuni

Altitudine media (mt)

Altitudine minima (mt)

Altitudine massima (mt)

Superficie territoriale (Ha)

Baranello

610

426

997

2.484

Busso

756

395

997

2.362

Campobasso

701

420

906

5.565

Casalciprano

658

395

728

1.897

Castelbottaccio

618

198

718

1.127

Castellino del Biferno

450

211

784

1.526

Castropignano

590

327

786

2.702

Ferrazzano

872

414

872

1.662

Lucito

480

208

924

3.127

Molise

868

652

988

521

Montagano

801

289

882

2.652

Oratino

795

358

800

1.796

Petrella Tifernina

651

229

876

2.655

Pietracupa

695

467

760

999

Ripalimosani

640

314

859

3.382

Torella del Sannio

837

437

843

1.662

Vinchiaturo

620

475

980

3.545

 

 

 

 

 

TOTALE

 

 

 

39.664

La principale via di comunicazione è la S.S. 647 “Bifernina”, che collega i comuni membri tra di loro e con i comuni della costa e del massiccio del Matese. La strada corre lungo il fondovalle del Fiume Biferno nel cui bacino idrografico ricade gran parte del territorio della Comunità Montana “Molise Centrale”. Il F. Biferno nasce dal massiccio calcareo del Matese e, dopo un primo tratto in cui scorre con direzione appenninica in senso NW-SE, prende a scorrere in direzione SW-NE attraversando gran parte dei territori comunali della Comunità Montana “Molise Centrale” e creando luoghi di notevole suggestione.

1.1  Geologia e geomorfologia

Sotto il profilo geologico la Regione Molise coincide con un’area particolarmente complessa. E’ occupata per la gran parte da complessi sedimentari di origine marina su cui poggiano le più recenti formazioni di ambiente continentale. Le formazioni marine antiche appartengono al “Bacino Molisano”, che corrisponde ad un ambiente di sedimentazione di mare aperto e relativamente profondo antistante la zona di scarpata, caratterizzato da una sedimentazione terrigena, argillitica nella parte basale e arenitica in quella sommitale. Più in particolare il riempimento del Bacino Molisano si è attuato tra il Paleogene ed il Miocene superiore con le “formazioni flyscioidi”, depositi torbiditici che danno vita a formazioni con assetto giaciturale più o meno ordinato distinguibili nelle seguenti due tipologie:

  • flysh calcareo-marnosi con calcari, calcari marnosi, conglomerati, argilliti marnose variamente intercalati ed affioranti nella zona a Nord della Comunità Montana (Lucito);
  •  flysh arenaceo-marnosi e marnoso-argillosi del Miocene medio-inferiore e superiore dati dall’alternanza di arenarie, marne e marne argillose che si distinguono bene nella zona posta a Sud-Ovest della Comunità Montana.

Una buona parte del territorio della Comunità Montana è, tuttavia, occupato dalla formazione delle Argille Varicolori (o Argille Scagliose, Argille Variegate, Complesso Sicilide, Complesso caotico, etc.), affioranti spesso al di sotto dei flysh. Risalgono al Cretacico-Oligocene e presentano un assetto giaciturale molto caotico e disordinato. Si suddividono in due membri, uno inferiore costituito prevalentemente da argille di colore grigio-azzurro ed uno superiore caratterizzato da una forte componente calcarea; il passaggio da un membro all’altro a volte è graduale, a volte di natura tettonica. Il primo predomina nei pressi di Castelbottaccio e Lucito, il secondo a ridosso degli abitati di Oratino, Castropignano e Campobasso. I tratti morfologici di questi settori sono piuttosto blandi, le forme sono relativamente morbide e plastiche e interrotte di tanto in tanto da costoni rocciosi a costituzione calcareo-marnosa che emergono sotto forma di dorsali con andamento NW-SE.

Le strutture morfologiche che predominano sono di tipo “calanco” e “cuesta”. I calanchi si originano quando l’intenso ruscellamento delle acque provoca dei fenomeni di spiccata erosione portando alla formazione di vallecole con creste taglienti e coste scoscese; le cuestas sono diffuse lì dove dei banchi duri emergono da litotipi facilmente erodibili. E’ su queste formazioni che sorgono gli abitati di Petrella Tifernina, Castellino del Biferno, Oratino, Castropignano, Casalciprano, Busso.

All’inizio del Quaternario si ha la scomparsa definitiva del dominio marino e i rilievi sono modellati in ambiente continentale, in condizioni climatiche assai variabili. Si originano così sedimenti di vario tipo, distinti dagli autori in pleistocenici ed olocenici.

Dei primi fanno parte i depositi alluvionali antichi, riscontrabili principalmente lungo le sponde del F. Biferno e dei suoi affluenti. Sono rappresentati sostanzialmente da ghiaie con intercalazioni di elementi sabbiosi e sabbioso-limosi formanti terrazzi situati a quote diverse rispetto agli alvei attuali.

Morfologicamente tali depositi fluviali formano superfici ampie e pianeggianti, debolmente inclinate verso l’alveo dei fiumi. Ai sedimenti olocenici appartengono sia i depositi alluvionali recenti ed attuali, sia gli accumuli dei materiali di frana; i primi sono simili ai depositi antichi ma sono posti alla quota del F. Biferno e dei suoi affluenti e formano il letto dei fiumi, i secondi sono mobilizzati da movimenti di versante antichi e recenti.

(segue)

 

SEZIONE II

GLI OBIETTIVI E GLI STRUMENTI DEL PROGRAMMA  

1.1 Gli obiettivi del programma forestale e gli indirizzi per gli interventi  forestali

Il  patrimonio forestale, costituisce una risorsa naturale rinnovabile.  Con  questa locuzione si indica un bene la cui disponibilità è limitata dalla quantità della risorsa che si produce nell’unità di tempo.  In quanto utile alla società umana, la foresta va conservata attraverso una oculata gestione che ne faccia consumare una quantità minore o pari a quella che si autoproduce.  In tal modo non ne diminuisce l disponibilità e si consente anche alle generazioni future di usufruirne.  G. Ludwing Harting, uno dei padri fondatori dell’assestamento forestale  scriveva “Ogni saggia direzione forestale deve senza indugio tassare i boschi dello Stato nella maniera massima possibile, però cercando di utilizzarli così che i posteri possano trarre da essi almeno un utile pari a quello di cui si appropria l’attuale generazione… Anche il forestale più avveduto ed esperto non è in grado di valutare ad occhio con sufficiente approssimazione  quanto grande sia la produzione del bosco che ha davanti a sé.   Con siffatta stima la capacità produttiva viene sempre sopravvalutata o sottostimata.  In ambedue i casi ciò è di nocumento.  Utilizzazioni eccessive comportano carenza di legname per i posteri, mentre con utilizzazioni troppo esigue si arreca danno alla generazione presente ed all’attuale proprietario del bosco.

 

La Comunità Montana “Molise Centrale” di Campobasso, nel quadro dell’attività istituzionale volta ad individuare, promuovere, sostenere, coordinare ed attuare i programmi di intervento e le iniziative di natura economico-montana integrate, idonee a valorizzare ogni tipo di risorsa attuale e potenziale della zona, identifica nei Programmi Comunitari, Nazionali e Regionali di settore, l’obiettivo di valorizzare i terreni comunali aventi vocazione boschiva, per lo sviluppo dell’occupazione nel settore, il miglioramento della regimentazione idrogeologica, la valorizzazione e la salvaguardia dell’ambiente naturale, possibili riflessi turistici e per altre redditizie attività terziarie.

 

L’Ente, si prefigge quindi di sviluppare l’attività forestale, prioritariamente, su  più direttrici, quali: 

a)     manutenzioni e riqualificazione delle formazioni boschive esistenti, da realizzarsi attraverso una serie di operazioni  che vanno dalla introduzione delle più appropriate  forme di governo  del bosco  al rinfoltimento, con l’impiego di specie per quanto possibile autoctone, nonché conversioni di boschi cedui in fustaie, ricostituzione di boschi radi o degradati per cause naturali  o antropiche, riconversioni varietali delle pinete, diradamenti e sfolli di giovani impianti;

b)     creazione di nuovi impianti di boschi, con l’impiego delle specie più idonee a garantire un rapido accrescimento in relazione alle condizioni ecologiche e con l’impiego di tutte quelle tecniche colturali che permettono di raggiungere le maggiori produzioni, i migliori risultati economici e l’assorbimento di manodopera più altamente qualificata;

c)      adeguamento e costruzione di infrastrutture forestali che consistono nel miglioramento di strade forestali, piste di accesso e di servizio, fasce parafuoco, punti.

  Gli interventi che la Comunità Montana andrà a promuovere nel settore forestale, perseguiranno obiettivi fondamentali che sono la naturale espressione delle finalità generali enunciate sia a livello regionale (L.R. 6 del 18/01/2000) che nazionale (D.L. n. 227/2000), ovvero:

      Ø      Conservazione e miglioramento dei boschi esistenti;

Ø      Potenziamento del patrimonio boschivo esistente, mediante iniziative a tutela del solo, nonché incrementare i livelli di abbattimento della C02;

Ø      Gestione dei boschi uniforme, mediante l’applicazione di un Piano di Gestione Generale ( a carattere interaziendale) dei beni agro silvo pastorali dei comuni membri.

(segue)

 

IDEAZIONE, PROGETTAZIONE E DIREZIONE Dott. For. Marco Maio

COLLABORAZIONE TECNICA Dott.ssa Evelina D’Alessandro

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