Comunità Montana "Molise Centrale"

Via Conocchiola, 1

86100 - Campobasso

 

 

Ente di Diritto Pubblico

     

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REGOLAMENTO  INTERNO DEL CONSIGLIO

 

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 DELLE CONVOCAZIONI

Art.1

        La  convocazione  del Consiglio e la notifica avvengono a norma di Statuto.      Il Consigliere può chiedere  con  istanza  scritta  da  depositarsi  in  Segreteria, che gli Avvisi di convocazione gli vengano notificati in località diversa dal Comune del quale è Rappresentante.

 

 

DELLA PRESIDENZA

 

Art. 2

        Il Consiglio della Comunità è presieduto dal Presidente o chi ne fa le veci a norma di Statuto.

        Il Consiglio  elegge  un  Presidente   temporaneo  quando è  chiamato a deliberare sul conto consuntivo o  il rendiconto delle gestioni alle quali abbiano partecipato il Presidente e gli Assessori in carica.

        Il Presidente dirige la discussione, concede la parola ai consiglieri che ne facciano richiesta, enuncia l’argomento della votazione e ne proclama il risultato.

 

 

DELLE ADUNANZE

 

Art. 3

        All’ora indicata nell’avviso di convocazione il  Presidente  fa  procedere  all’appello  nominale.

        I nomi dei consiglieri assenti non giustificati sono comunicati dal Presidente all’inizio della seduta.

        Qualora  i  consiglieri  non  siano presenti nel numero necessario per la validità dell’adunanza, il Presidente  potrà  disporre  che  si  proceda  ad  un  secondo, ed eventualmente ad un terzo  appello, a congrui intervalli di tempo.

        In  nessun  caso  l’apertura  dell’ adunanza  può  essere protratta oltre un’ora da quella indicata nell’avviso di convocazione.

        Ove, adempiuto le formalità di cui sopra, il Consiglio non risulti in numero legale, il Presidente ne fa dare atto nel verbale.

 

DELL’ORDINE DEL GIORNO 

Art. 4

        Gli  argomenti  sono  posti  all’ordine del giorno in modo che gli stessi siano quanto più possibile raggruppati per materie.   Hanno  la  precedenza  di  iscrizione  le questioni riflettenti la composizione del Consiglio, le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni; seguono le ratifiche delle deliberazioni di urgenza adottate dalla Giunta, quindi le proposte delle Autorità regionali  e  governative,  quelle della Giunta della Comunità e infine quella dei  consiglieri.  Per ultimo  sono  iscritti  gli  argomenti  da  discutere  in  seduta segreta.

DELLE PROPOSTE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI 

Art. 5

        I consiglieri hanno  facoltà  di  avanzare  proposte  da  trattarsi  in  Consiglio.  Ove la Giunta non ritenga di accoglierle  i  proponenti  possono,  nella  prima  seduta   consiliare, chiedere che il Consiglio si pronunzi sulla iscrizione delle proposte stesse all’ordine del giorno  della  successiva  seduta del Consiglio da convocare con ogni possibile  urgenza,  avuto  riguardo  alla  natura  ed  al  contenuto  della proposta.

 

DEL DEPOSITO DEGLI ATTI PER LA CONSULTAZIONE 

Art. 6

        Salvo   quanto   dispone   la   legge   e   lo  Statuto   gli   atti  relativi agli argomenti all’ordine del giorno devono  essere  depositati  presso  la  Segreteria  della   Comunità  lo  stesso  giorno  in  cui viene spedito   l’avviso  di  convocazione   del   Consiglio   perché   possano  essere  esaminati  dai consiglieri.  Questi hanno diritto di chiedere in visione tutti gli atti richiamati o citati.

        Ogni  altro  atto  può   essere  esaminato  dai  consiglieri previa richiesta scritta al Presidente, alla Giunta o, i, assenza di questi al Segretario.

        Gli  schemi  di  regolamenti,    i  bilanci  e  ogni altra proposta di  particolare complessità, devono essere  inviati  in  copia,  corredati  di  relazione  illustrativa,  a  ciascun  consigliere  contemporaneamente all’avviso di convocazione.

 

DELLA DISCUSSIONE 

Art. 7

        Nessuna proposta può essere discussa se non compresa nell’ordine del giorno.

        Il Presidente,  peraltro,  può in  ogni  momento  dare  comunicazioni su oggetti estranei all’ordine del giorno, ma su tali comunicazioni non  si può aprire discussione né deliberazioni.

        Potranno tuttavia chiedersi   brevi  chiarimenti  e  presentarsi  mozioni  da  iscrivere all’ordine del giorno dell’adunanza successiva.

 

Art. 8 

        Gli   argomenti   vanno  trattati   secondo   l’ordine   di   iscrizione.  Il Consiglio può deliberare la inversione dell’ordine del giorno.

        Sulla inversione possono parlare due consiglieri, uno  favorevole e l’altro contrario e per una sola volta.

 

Art. 9 

        Ogni consigliere può chiedere la parola per celebrazioni di aventi o per commemorazioni di persone o di date di particolare rilievo o per comunicazioni di notevole importanza.  Tali celebrazioni, commemorazioni o comunicazioni devono essere contenute nei limiti di dieci minuti.

 

Art. 10 

        Durante la trattazione di ogni singolo argomento ciascun consigliere ha facoltà di proporre ordini del giorno e di illustrarli.

        Il  Presidente  può  non  accettare  gli  ordini  del   giorno   quando   siano   formulati   in   termini sconvenienti, o siano relativi ad argomenti estranei all’oggetto  della  discussione  ovvero contrastanti con deliberazioni in precedenza adottate,  e  può  rifiutarsi  di  metterli  in  votazione;  in  tal  caso,  qualora  il proponente insista, il Presidente  consulta  il  Consiglio  che decide senza discussione per alzata di mano.  Gli ordini  del giorno vanno messi in votazione al termine  della   discussione generale sull’argomento con precedenza a quelli di contenuto più estensivo.

        Gli emendamenti a un ordine del giorno sono votati prima di questo.

 

Art. 11 

        Nella  discussione  i  consiglieri  non possono intervenire più di due volte sullo stesso argomento.  Sono  consentiti  eventuali ulteriori interventi,  in  forma  succinta,  per  dichiarazione  di  voto,  per  fatto personale o per mozione d’ordine.

 

Art. 12 

        Per  fatto  personale  deve  intendersi   l’essere  attaccati  nella propria condotta ovvero il sentirsi attribuire opinioni diverse da quelle espresse o fatti diversi da quelli  avvenuti.

        Chi chiede la parola per fatto  personale  ha  l’obbligo  di  precisare  in che cosa esso consista; il Presidente decide.

        Se  la  decisione  del  Presidente  non  viene  accettata, decide il Consiglio senza discussione con votazione per alzata di mano.

 

Art. 13

        La mozione d’ordine è un richiamo alla osservanza   di   disposizioni  di  legge   o  di regolamenti che può essere avanzata in qualsiasi momento.

        Sulla ammissione  o  meno  della  mozione  d’ordine decide il Consiglio, con votazione, sentito un consigliere a favore ed uno contro, oltre il proponente.

 

 

 

Art. 14

        Il Presidente concede  la  parola ai consiglieri nell’ordine di   richiesta, a  meno che  taluno non ceda il proprio turno ad altri.  In  ogni  caso  la  precedenza spetta a chi chiede la parola per mozione d’ordine.

 

Art. 15

        Il Presidente  può richiamare all’argomento gli oratori che se ne discostino.

        Se un consigliere turba l’ordine o pronuncia parole sconvenienti, il  Presidente lo richiama.

        Il consigliere può dare spiegazioni al consiglio.

        Dopo un secondo richiamo all’ordine nella seduta stessa il Presidente può proporre  al  Consiglio l’applicazione della censura.

        La censura può essere altresì proposta dal Presidente nei confronti del  consigliere che provochi tumulti e disordine nell’Assemblea o trascenda ad offese  o  a  vie  di fatto .  Udite  le   giustificazioni del consigliere, la proposta del Presidente è  subito messa ai voti, senza discussione.  La discussone è valida se riporta la maggioranza dei presenti.

        Ove sorgano incidenti o riescano vani i richiami del Presidente questi abbandona temporaneamente il seggio e ogni discussione si intende sospesa.

        Qualora il tumulto continui durante la sua assenza o al suo ritorno in aula il Presidente può togliere la seduta facendone menzione nel verbale da trasmettere al Comitato di Controllo.

 

Art. 16

        Nessuno   può   interloquire  quando  altri  ha  la  parola,  tranne  il  Presidente  per   richiamo  al regolamento  e  allorché  ravvisata  l’opportunità  di  togliere   la    parola   per   gravi   motivi,   salva  ed impregiudicata  la facoltà dell’oratore di fare appello  al  Consiglio,  il  quale decide, con votazione, senza discussione.

        I consiglieri pronunciano  i  discorsi  dai  loro  posti,  in  piedi  e sempre rivolgendosi al Consiglio.

 

Art. 17 

        Ogni  consigliere  può  domandare  la  chiusura  di  una  discussione  che,  se  appoggiata  da tre consiglieri, è posta ai voti.

        Sulla proposta di chiusura possono parlare due consiglieri, uno  favorevole  e  l’altro  contrario,  e per una sola volta.

        Tuttavia  i  consiglieri  che  ne  abbiano  fatta  richiesta,   prima   che  sia  demandata la chiusura, conservano la facoltà di parlare.

 

Art. 18 

        Chiusa la discussione non si può avere la parola che per svolgere il proprio ordine del giorno, se presentato prima che sia votata la chiusura.

DELLA PROPOSTA PREGIUDIZIALE O DI SOSPENSIONE

 

Art. 19 

        La  domanda  di  sospensione  e  la  questione pregiudiziale possono essere presentate da ogni consigliere prima che si inizi la discussione sul merito; se avanzate durante la discussione devono essere suggerite da almeno tre consiglieri. Esse sono discusse  e poste in votazione prima che si prosegue nella discussione di merito.  Su di esse sono ammessi a parlare oltre il proponente, un consigliere a favore ed uno contro.

 

DELLE INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE E MOZIONI

 

Art. 20

        Ogni   consigliere   ha   facoltà   di   interrogare   il   Presidente   intorno  ad   argomenti  relativi all’amministrazione della Comunità.  Al principio di ogni seduta il Presidente risponde alle interrogazioni secondo l’ordine di presentazione.

        L’interrogazione consiste nella semplice domanda se un fatto sia vero, se alcuna informazione sia giunta al Presidente o alla Giunta o sia esatta, se il Presidente intenda comunicare al Consiglio documenti che  all’interrogante  occorrono,  o  abbia  preso  o   stia  per  prendere  alcuna  risoluzione   su   oggetti determinati.

        Le interrogazioni devono essere presentate per iscritto e ad esse il Presidente risponde oralmente alla  prima  seduta  successiva  alla  presentazione,  salvo  il  caso  di  esplicita richiesta di risposta scritta.

        L’interrogante  non  può  parlare  sulla  propria  interrogazione  se  non  dopo che il Presidente vi abbia  dato  risposta  e  soltanto  per  dichiarare  se  sia  o no soddisfatto e per quale ragione.

        Il tempo riservato per tali dichiarazioni non può eccedere i dieci minuti.

Art. 21

        L’interpellanza consiste nella richiesta di informazione rivolta al Presidente  circa  determinati  atti amministrativi, compiuti o da compiersi e sui motivi o gli intendimenti della Giunta in proposito.

        Le  interpellanze  devono  essere  presentate  per  iscritto e il Presidente deve darvi risposta nella prima     riunione   consiliare   successiva   alla   presentazione,  dopo  le  interrogazioni  e  nell’ordine  di presentazione.

        L’interpellante ha diritto alla replica.

 

Art. 22

        Se   l’interrogante o l’interpellante non si trovino presenti quando vengano in  discussione le loro interrogazioni   o   interpellanze   queste  si   hanno  per ritirate, a meno che i presentatori non ne abbiano precedentemente chiesto il rinvio o non risulti giustificata la loro assenza.

 

Art. 23

        La mozione consiste nella formulazione di un voto generico circa i criteri seguiti e che si vogliono seguire   in   riguardo   a   determinati  argomenti   o  affari e può concludersi in un giudizio promosso dai consiglieri in merito a particolari determinazioni  o  atteggiamenti del Presidente o della Giunta.

            Esso può anche consistere nell’invito  rivolto  al Presidente ed alla Giunta diretto a promuovere un’ampia discussione d’indole tecnico-amministrativa su di un argomento di particolare importanza ed allo scopo di sollecitare l’attività deliberativa della Giunta  o  del Consiglio.  La mozione è presentata per iscritto e  può essere motivata.  Essa  deve  essere  firmata  da  almeno tre  consiglieri.  Dopo la lettura della mozione il Consiglio, udito il Presidente e uno dei proponenti, determina il giorno per lo svolgimento o la discussione di essa che possono aver luogo anche nella seduta stessa.  Su  ogni  mozione  possono essere presentati emendamenti.  La  votazione  sui   singoli  emendamenti   avviene   secondo   le   norme  prescritte per la votazione degli emendamenti agli ordini del giorno.

        Se la mozione è stata presentata entro le ore 14  del  giorno  precedente  a  quello  dell’adunanza consiliare deve essere svolta  e discussa nell’adunanza medesima.

 

Art. 24

        E’   data   facoltà   all’interrogante  non  soddisfatto  di   presentare   una   interpellanza  e all’interpellante  non  soddisfatto  di  presentare  una   mozione  per una ulteriore discussione sullo stesso argomento.

 

DELLE VOTAZIONI 

Art. 25

        Le  votazioni si fanno per  alzata di mano, e a scrutinio segreto, nei casi previsti dalle leggi e dallo Statuto.

        La  votazione  per  appello nominale ha luogo quando è richiesta da almeno quattro consiglieri:  il Presidente in  tal caso indica il significato del SI o del NO.

        Le votazioni a scrutinio  segreto  sono  fatte  con   l’assistenza  di  tre  scrutatori  che  sono  i   tre consiglieri più giovani presenti in aula e la proclamazione è fatta dal Presidente.

        Il  sistema  per  alzata  di  mano  è   soggetto  a   riprova,  se  questa  viene  richiesta  prima della proclamazione.

        A nessuno può essere concessa la parola durante la votazione, né tra la prova e  la  controprova, salvo che per richiamare il regolamento.

 

Art. 26

        L’ordine delle votazioni è il seguente: 1) la pregiudiziale; 2) la sospensiva; 3) gli ordini del giorno  con  precedenza  a  quelli  di  carattere  più  estensivo;  4) gli emendamenti;  5) le  singole  parti  di   una proposta ove questa sia stata suddivisa o si componga di vari  articoli o  parti;  6) la proposta principale.

 

Art. 27

        I   processi  verbali  delle  adunanze sono stesi dal Segretario con l’osservanza delle disposizioni delle leggi, dello Statuto e dei regolamenti generali.

        Se  un  consigliere  domanda  che  sia  fatta  speciale  menzione  del  suo  voto  e  dei   motivi del medesimo deve riassumerli brevemente per iscritto e rimetterli seduta stante  al Segretario.

La parte del verbale riflettente  la seduta segreta  viene  stesa  in  modo  da  conservare,  nella  forma  più concisa,   menzione  di  quanto  venne  discusso   e  deliberato, senza scendere a particolari che possono toccare  la  sensibilità  delle  persone  od  in altro modo recare pregiudizi a quelle ragioni per cui la seduta non fu pubblicata.

        I  verbali delle deliberazioni del Consiglio  che  riguardano  interessi  patrimoniali,  in  cui  vi  sia o possa esservi interessi di terzi, o pregiudizi degli interessi dell’Ente, saranno  riassunti  in  modo  che  non  vengano a compromettere i diritti  o gli interessi della Comunità.   La  discussione  più  ampia  e completa che fosse fatta dal Consiglio, formerà oggetto di separato verbale da custodirsi  a parte  e del  quale  non potrà essere data visione o rilasciata  copia  costituendo  esso  atto  riservato  a  tutti  gli  effetti  di  legge.

 

DELLE COMMISSIONI 

Art. 28

        Il Consiglio costituisce nel  suo  seno  le  Commissioni  previste  dallo Statuto, determinandone il numero dei componenti  e  nominandoli  sulla  base  delle indicazioni della maggioranza e della minoranza.

 

Art. 29

Le  decisioni  delle  Commissioni  devono  essere  adottate  a maggioranza.

        Le conclusioni vanno presentate al Consiglio motivate e, ove occorra,   precedute  da  relazione.  E’ fatta salva alle  minoranze  di  presentare   relazioni  a  chiarimento  delle  proprie conclusioni difformi.

        Le  decisioni  delle  Commissioni   non  vincolano  comunque  le   definitive  determinazioni   del Consiglio.   

Art. 30

Per  quanto  non  previsto  dal presente Regolamento si fa riferimento alle leggi dello Stato e della Regione nonché allo Statuto.